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“lo-fi”
http://abitare.it/mirtilli/lo-fi/
15.06-09
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“do you workshop?”
http://abitare.it/mirtilli/pic-nic-al-tempio/
08.06.09
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“do you workshop?”
http://abitare.it/mirtilli/pic-nic-al-tempio/
08.06.09
Frammenti di un lavoro in corso
iberamente interpretando george perec
avvertenza
Lo spazio.
Viviamo nello spazio.
In questi spazi, in queste città, in queste campagne. Noti.
Ma niente ci impedisce di immaginare un metrò in aperta campagna.
#01
Scrivo.
Abito il mio foglio di carta.
Lo investo, lo percorro, scrivo da destra a sinistra,
scrivo nel margine,
Pochi sono gli avvenimenti che non lasciano almeno una traccia scritta, quasi tutto una volta o l’altra passa per un foglio di carta o per un foglio elettronico, per un taccuino o per un altro supporto di fortuna.
Un numero di telefono scritto frettolosamente, la lista della spesa, …..
Lo spazio può cominciare così, solo con delle parole, segni tracciati sulla pagina bianca.
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IL LETTO.
Generalmente si utilizza la pagina nel senso della sua più grande dimensione.
E così pure il letto.
Il letto, o se si preferisce la pagina, è uno spazio rettangolare più lungo che largo sul quale, o nel quale, ci si distende di solito nel senso della lunghezza.
Il letto è lo spazio individuale per eccellenza, lo spazio elementare del corpo.
Il nostro letto.
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LA CAMERA.
Conservo una memoria eccezionale, penso perfino abbastanza prodigiosa, di tutti i luoghi in cui ho dormito. Mi basta semplicemente, quando sono a letto, chiudere gli occhi e pensare con un minimo di applicazione a un luogo determinato perchè quasi spontaneamente tutti i particolari della camera, la posizione delle porte e della finestre, la disposizione dei mobili, mi tornino in mente, perchè, più precisamente ancora, io provi la sensazione quasi fisica di essere ancora in quella camera.
Problemino
Abitare una camera, che cos’è? Abitare un luogo significa impossessarsene? Cosa significa impossessarsi di un luogo? A partire da quando un luogo diventa veramente nostro?
Pensierino
Quando in una data camera si cambia il posto del letto si può dire che si cambia camera?
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TRASLOCARE #1
Lasciare l’appartamento
Eliminare
Rompere
Svignarsela
Far rotolare
Impacchettare
Imballare
Spazzare
Chiudere
Partire.
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TRASLOCARE #2
Pulire
Verificare
Cambiare
Sistemare
Aspettare
Firmare
Immaginare
Decidere
Proteggere
Coprire
Appendere
Andare
Venire
Stupirsi
Accendere
Comprare
Camminare
Ordinare
Entrare
Riprendere fiato
Installarsi
Abitare
Vivere.
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-salto di scala-
LA CITTA’
“ i tetti di Parigi, a pancia insù,
con le loro zampette in aria”
raymond quenau
Non cercare di trovare troppo rapidamente una definizione di città, non è cosa da poco, e ci sono molte probabilità di sbagliarsi. Innanzitutto fare l’inventario di tutto ciò che si vede. Elencare ciò di cui si è sicuri. E …osservare quello che succede quando finisce la città.
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SUL MOVIMENTO
Si vive da qualche parte, in un paese, in una città di questo paese, in un quartiere di questa città, in una strada di questo quartiere, in un palazzo di questa strada, in un appartamento di questo palazzo.
Da tempo avremmo dovuto prendere l’abitudine di spostarci, liberamente, senza che ci costasse troppo. Ma non l’abbiamo fatto.
Si fa fatica a cambiare
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-salto di scala-
IL MONDO
Il mondo è grande.
Stupore e delusione dei viaggi.
Illusione di aver vinto la distanza, di aver cancellato il tempo.
Essere Lontano.
viaggiare è veramente assurdo.
prima ancora di esserti ambientato già riparti.
ti sei appena orientato, sistemato,
hai appena assaporato una parvenza di quotidianità e già ti rimetti in moto.
frenesia di cambiamento come motore di vita?
è necessario stabilirsi in un posto? metter su casa?
Non ne sono sicura.
qui è bello, ma la vita vera è altrove.
ADORO mettermi la gonna con le balze e fare le giravolte.
ADORO appoggiare la faccia sul vetro quando è appannato per il freddo e disegnarci un cuore con il naso.
ADORO il rumore della pioggia che tamburella sul mio ombrello rosso. Sembra una musica.
Quando mi sono fatta male a un ginocchio e la crosticina comincia a staccarsi, ADORO toglierla piano piano.
ADORO scrivere il mio nome sulla prima pagina di un quaderno nuovo.
—-
Seguo l’istinto senza pensare alle conseguenze,
mi butto nelle cose,
a capofitto.
come se non esistesse altro che le mie pulsioni.
Un cuore tiranno mi indica le scelte di vita,
non riesco a scorgere con raziocinio la via più adatta;
terribilmente schiava del mio modo di essere.
sono una zattera in balia delle correnti emozionali.
La mia vita è diventata una strana prigione,
mi sento sospesa in una bolla di sapone spinta dal vento.
A volte rimango ad ascoltarmi per ore,
e mi ritrovo a non aver capito nulla.
i ricordi si confondono con le emozioni,
e fanno a gara coi miei pensieri.
frammenti di passato.
avvolta nel mio caldo abbraccio mi fermo a ricordare.
A volte, invece, galleggio sopra ogni cosa,
osservando distratta il resto del mondo.
cerco di svagarmi,
sto per incontrare me stessa:
voglio presentarmi nel modo più naturale possibile.